
L’anno passato ho dovuto fare un’indagine sui paradisi fiscali, che voglio in breve sintetizzare, chi sa che interessi a qualcuno per il proprio e-commerce.
Premetto ed insisterò con il dire che questo mio articolo non vuole essere un’esortazione all’evasione, ma parliamoci chiaro, interessa a tutti avere info su come pagare meno tasse, io ti darò dei punti di partenza valuta tu poi rischi e vantaggi. Io chiaramente scrivo questo articolo solo a scopo informativo e non per invogliare all’evasione. Punibile ai sensi di legge secondo il icon-external-link Dlgs 74 del 2000, modificato dal Dl 138 del 2011.

Prima di iniziare faccio una doverosa puntualizzazione, io non sono un fiscalista, ma parlo per esperienze toccate con alcuni clienti. Se avete domande fiscali appoggiatevi ad un commercialista o ad un ficalista
Un e-Commerce in italia come tutte le altre attività, ha una pressione fiscale assurda per uno stato civile come il nostro. Quando discuto o sento parlare della pressione fiscale nell’Italica terra, mi vengono sempre in mente, i re del medioevo: Avidi e Spietati, il loro carico in tasse era talmente alto che gli abitanti erano spesso quasi come degli schiavi alla mercee del proprio Re Padrone. Nel nostro caso non si tratta di un Re ma di un intero governo.
Faccio un rapido calcolo spannometrico in cui molti si ritroveranno ed altri no, ma pur essendo indicativo lascia comunque intendere quali sono gli utili in italia:
100€ Prezzo di vendita
40€ margine
7 € costi spedizione
10€ costi marketing
8€ tutto il resto
guadagno = 15€ - tassazione del 65% (media nazionale) = € 5,25 di guadagno contro un incasso di 100€ vuol dire guadagnare su 1.000.000€ di incassi solo 52000€. Ha senso??
Non giustifico ma forse chi evade lo fa perchè ne ha piene le scatole …
Prima di vedere quali sono nello specifico i paradisi fiscali, ti indico quali sono i metodi usati da chi sposta l’azienda in una di queste nazioni. Lo scopo finale è spostare gli utili all’estero e tenere in pareggio o con un minimo ricavo il bilancio italiano:
1- il metodo più semplice riguardante un e-commerce è aprire un’azienda all’estero che sia proprietaria del marchio e /o sito e.commerce. In italia chiaramente vi è un’azienda regolare che dovrà pagare delle Royalty o un affitto per l’uso del sito e/o marchio alla società estera, spostando quindi gli utili in altra nazione.
2- la società italiana controllata da una estera pagherà consulenze, materiali, viaggi, alla società estera caricandola quindi di passività
Ci sono poi tanti altri sistemi, come ad esempio quello di amazon e tantissime altre società e-commerce giganti che tendono a fatturare direttamente dall’estero quello che non è tangibile, il magazzino di Piacenza di amazon ad esempio è della holding americana, Amazon italia paga alla casamadre l’uso del magazzino, Royalty e mille altre cose per tenere l’utile bassissimo. infatti Amazon ha utili italiani irrisori.
il primo metodo è quello usato prevalentemente nel nostro settore.
Prima di dare un occhio a quelli che consiglio grazie all’indagine che feci l’anno passato, vediamo di capire per prima cosa come si suddividono i paradisi fiscali
i Paradisi fiscali si suddividono in Black list e White List. Nella black List vi sono paesi che sono visti male dal governo italiano e da tutti quelli facenti parte della white list; le aziende che fanno molte fatture verso queste nazioni vengono prese di mira con più facilità in quanto il fatturare verso questi posti può essere una prima campanella di allarme di evasione
Le black list io le lascerei perdere caldamente, proprio per evitare di incorrere in seri problemi, fanno parte della black list i seguenti stati/paradisi fiscali:
Alderney (Isole del Canale)
Andorra
Anguilla
Antille Olandesi
Aruba
Bahamas
Barbados
Barbuda
Belize
Bermuda
Brunei
Filippine
Gibilterra
Gibuti (ex Afar e Issas)Grenada
Guatemala
Guernsey (Isole del Canale)
Herm (Isole del Canale
Hong Kong
Isola di Man
Isole Cayman
Isole Cook
Isole Marshall
Isole Turks e Caicos
Isole Vergini britanniche
Isole Vergini statunitensi
Jersey (Isole del Canale)
Kiribati (ex Isole Gilbert)
Libano
Liberia
Liechtenstein
Lussemburgo ( in attesa dell’entrata in vigore del decreto per la sua esclusione dalla lista)
Macao
Maldive
Malesia
Montserrat
Nauru
Niue
Nuova Caledonia
Oman
Polinesia francese
Saint Kitts
Nevis
Salomone
Samoa
Saint Lucia
Saint Vincent e Grenadine
Sant’Elena
Sark (Isole del Canale)
Seychelles
Tonga
Tuvalu (ex Isole Ellice)
Vanuatu
Lista regimi agevolati di Stati o territori a fiscalità non privilegiata (articolo 3, comma 1 D.M. 23 gennaio 2002):
Le disposizioni dell’articlo sono consultabili sulla gazzetta uffciale, si applicano ai seguenti Stati e territori limitatamente ai soggetti e alle attività indicate:
Angola : alle società petrolifere che hanno ottenuto l’esenzione dall’Oil Income Tax, alle società che godono di esenzioni o riduzioni d’imposta in settori fondamentali dell’economia angolana e per gli investimenti previsti dal Foreign Investment Code.
Antigua : alle international buniness companies, esercenti le loro attività al di fuori del territorio di Antigua, quali quelle di cui all’International Business Corporation Act, n. 28 del 1982 e successive modifiche e integrazioni, nonché con riferimento alle società che producono prodotti autorizzati, quali quelli di cui alla locale legge n. 18 del 1975, e successive modifiche e integrazioni.
Costarica : alle società i cui proventi affluiscono da fonti estere, nonché con riferimento alle società esercenti attività ad alta tecnologia;
Dominica : alle international companies esercenti l’attività all’estero;
Ecuador : alle società operanti nelle Free Trade Zones che beneficiano dell’esenzione dalle imposte sui redditi
Giamaica : alle società di produzione per l’esportazione che usufruiscono dei benefìci fiscali dell’Export Industry Encourage Act e alle società localizzate nei territori individuati dal Jamaica Export Free Zone Act
Kenia : alle società insediate nelle Export Processing Zones
Mauritius : alle società “certificate” che si occupano di servizi all’export, espansione industriale, gestione turistica, costruzioni industriali e cliniche e che sono soggette a Corporate Tax in misura ridotta, alle Off-shore Companies e alle International Companies
Panama : alle società i cui proventi affluiscono da fonti estere, secondo la legislazione di Panama, alle società situate nella Colon Free Zone e alle società operanti nelle Export Processing Zone
Portorico : alle società esercenti attività bancarie ed alle società previste dal Puerto Rico Tax Incentives Act del 1988 o dal Puerto Rico Tourist Development Act del 1993
Svizzera : alle società non soggette alle imposte cantonali e municipali, quali le società holding, ausiliarie e «di domicilio»
Uruguay : alle società esercenti attività bancarie e alle holding che esercitano esclusivamente attività off-shore.
San Marino e Lussemburgo facenti parti della black list sono state escluse e quindi inserite nelle white da inizio 2015 Singapore anche lui entrato nella White
Lista dei Paesi facenti parte della white list
Cina
Corea del Sud
Costa d’Avorio
Croazia
Danimarca
Ecuador
Egitto
Emirati Arabi Uniti
Federazione Russa
Filippine
Finlandia
Francia
Germania
Giappone
Grecia
India
Indonesia
Irlanda
Israele
Jugoslavia
Kazakistan
Kuwait
Lituania
Lussemburgo
Macedonia
Malta
Marocco
Mauritius
Messico
Norvegia
Nuova Zelanda
Paesi Bassi
Pakistan
Polonia
Portogallo
Regno Unito
Repubblica Ceca
Repubblica Slovacca
Romania
Singapore
Slovenia
Spagna
Sri Lanka
Stati Uniti
Sud Africa
Svezia
Tanzania
Thailandia
Trinidad e Tobago
Tunisia
Turchia
Ucraina
Ungheria
Venezuela
Vietnam
Zambia
Ora arriva il bello:
Premesso che come detto io non evaderei e non voglio esortare nessuno a farlo, e forse prenderei in considerazione oltre al’apertura di azienda estera, anche ad una migrazione con la famiglia, per vivere meglio.
Detto questo, il mio cliente aveva preso in esame 3 nazioni
Irlanda
Regno Unito
Delaware (Usa)
La pressione fiscale in Irlanda è di circa del 3,3% nel regno unito del 6,7% e nel Delaware 250$ contro il 45% del nostro paese *
*questi dati riguardano solo l’imposta sui redditi, esclusi quindi tutte le altre tassazioni che chiaramente aumentano il carico fiscale totale
Irlanda e Regno unito molto gettonate, lo sono per vari motivi, in primis per la bassa tassazione perché come detto sono basse, aprire un’azienda è facilissimo e rapido, per esempio in Gran Bretagna pasta 1£ di capitale per aprire una sorta di SRL contro 10.000€ del nostro paese.
Senza dimenticare tutti i permessi e le leggi attraverso cui bisogna passare nel nostro stato.
il vantaggio dell’Inghilterra o Irlanda è anche la vicinanza che non va sottovalutata.
Il mio cliente, alla fine consigliato anche dal suo icon-external-link commercialista scelse il Delaware, c’è da dire che ha aperto dei negozi fisici negli USA ad Hong Hong , in Giappone ed in Australia, quindi il discorso è più ampio, ma guardiamo i benefici dell’aprire un’azienda in Delaware.
Per aprire un’azienda in delaware bisogna affidarsi ad’un commercialista o azienda certificata, si può far tutto online, ed i costi sono irrisori.
la tassazione è della sola tassa annuale di 250$ se non si fa commercio negli usa, nel qual caso, si devono pagare per il trassato americano la tassazione degli USA che è del 5%
Altro vantaggio è che il registro dei soci non è pubblico, quindi non vi è possibilità di divulgazione su chi siano i proprietari dell’azienda.
E’ poi gratuito il cambio di soci, di successione ereditarie etc… I vantaggi sono quindi immensi.
tantissime aziende italiane sono controllare da aziende del delaware o hanno delle partecipazioni, fiat ad esempio ma ci fu anche uno scandalo in passato perchè equitalia risultava avere un’azienda nel delaware, chiaramente smentirono, ma il dubbio resta
Spostare quindi gli utili in delaware equivale a pagare solo 250$ l’anno sugli utili.
Ora come già detto io non voglio esortare nessuno ad evadere nulla dato che è illegale e perseguibile penalmente ma è giusto sapere cosa fanno in tanti.
potrebbe interessarti l’articolo su come rendere produttivo un e-commerce
Faccio una doverosa precisazione, non sono ne commercialista ne fiscalista. Non posso quindi dare suggerimenti approfonditi, quanto esposto in questo articolo sono frutto di esperienze dirette per ricerche fatte per clienti. Non chiedetemi informazioni dirette su come avviare la vostra società o attività estera Non posso aggiungere nulla a quanto già quì presente