
Quanto costa aprire un ecommerce? Te lo dico subito con gli ordini di grandezza del primo anno, poi smontiamo il conto voce per voce: 8.000-12.000 euro per una partenza leggera, 15.000-25.000 euro per un sito su misura d’ingresso, da 35.000 euro in su per un progetto strutturato. Sono cifre dichiaratamente indicative, quelle che do ai miei clienti dopo venticinque anni di consulenza sui negozi online: il tuo numero esatto dipende dal progetto, ma le voci da mettere in conto sono sempre le stesse.
Un ecommerce è un’impresa vera. I costi non spariscono rispetto al negozio fisico: cambiano destinazione. L’affitto delle vetrine in centro diventa traffico da comprare, l’arredo diventa la scheda prodotto.
Me lo chiedono spesso, «quanto costa», come fosse un prodotto con il cartellino del prezzo. La mia risposta è sempre la stessa: dipende, però ci sono voci che non puoi eliminare e altre che puoi modulare, e la differenza sta tutta lì. Quando parliamo di costi ecommerce parliamo di un conto economico completo, non del solo sito.
E una cosa va detta subito, secca: diffida di chi ti promette il negozio completo a 500 euro. A quel prezzo compri una vetrina vuota, senza traffico e senza assistenza. Di negozio, lì dentro, c’è ben poco.

Prima sorpresa: aprire la partita IVA è gratis. La spesa arriva dopo.
Il commercialista costa indicativamente da 1.000 euro l’anno in regime forfettario, da 2.000 euro in su in regime ordinario. Su aliquote e requisiti del regime forfettario la fonte ufficiale è l’Agenzia delle Entrate: il tuo commercialista ti dirà in quale regime rientri, perché non lo decide un articolo di blog.
Aggiungi l’iscrizione alla Camera di Commercio e la SCIA al Comune: qualche centinaio di euro, una tantum.
E poi la voce che spaventa sempre chi inizia: i contributi INPS della gestione commercianti. Circa 4.500 euro l’anno di minimali, dovuti anche se fatturi zero. Anche con il sito fermo. Anche se hai venduto un solo paio di scarpe. Quando dico che nei primi anni la burocrazia pesa più del sito, parlo soprattutto di questa riga qui.
Se il tuo obiettivo è solo testare il mercato prima di impegnarti, esiste la strada della vendita occasionale, con i suoi limiti veri: ne parlo nell’articolo su come aprire un ecommerce senza partita IVA.
Quanto costa un sito ecommerce? Da poche decine di euro al mese con una piattaforma in abbonamento, da 118 euro al mese con la formula a noleggio, da 5.000 euro una tantum con la realizzazione su misura. Tre strade con logiche molto diverse: vediamole una per una.
| Strada | Investimento iniziale | Costo ricorrente | Per chi |
|---|---|---|---|
| Piattaforma in abbonamento | Quasi nullo | Poche decine di €/mese, più app e commissioni | Chi vuole partire in fretta e da solo |
| Noleggio | Nullo | Da 118 €/mese più IVA | Chi vuole un sito professionale senza capitale iniziale |
| Su misura | Da 5.000 € | Server circa 1.500 €/anno | Chi ha budget e vuole la proprietà |
La prima strada è il SaaS, Software as a Service: un software in abbonamento che usi dal browser, senza installare nulla. Shopify è il nome più noto. Il canone d’ingresso è di poche decine di euro al mese e in pochi giorni sei online.
Il rovescio lo scopri strada facendo: il perimetro lo disegna qualcun altro. Quando ti serve una funzione in più, quasi sempre è un’app a pagamento. Tra app, temi, commissioni sulle transazioni e passaggio al piano superiore, il conto di fine anno somiglia poco al canone che ti aveva convinto. Per un catalogo semplice e un test veloce resta una scelta sensata. Per un progetto con esigenze specifiche, molto meno.
La seconda strada è quella che consiglio a chi parte con capitale limitato ma non vuole rinunciare alla qualità: l’ecommerce a noleggio con canone mensile. Un sito professionale costruito su misura per te, senza investimento iniziale: da 118 euro al mese per la formula Base, 350 euro al mese per la Premium, prezzi più IVA.
La logica è quella del leasing del furgone: non immobilizzi capitale, lavori con un mezzo professionale e ragioni sul traffico invece che sul mutuo. La voce sito smette di essere un muro e diventa una rata prevedibile.
Terza strada: la realizzazione su misura, con il sito di tua proprietà. Qui i numeri salgono: da 5.000 euro di personalizzazione per un progetto d’ingresso, da 20.000 euro per una fascia standard. Aggiungi il server, circa 1.500 euro l’anno, e i costi di gestione corrente: plugin, il gestionale per l’ecommerce, i software accessori.
Il dettaglio completo di queste voci è nell’approfondimento su quanto costa gestire un ecommerce. Qui ti dico solo questo: la proprietà ha senso quando il progetto è maturo e il budget c’è. Comprare il sito su misura come primo passo, prima di sapere se il mercato risponde, è un errore che ho visto fare troppe volte per tacere.
Nel conto di quanto costa aprire un ecommerce, questa è la voce che nessun preventivatore automatico ti mostra e che decide se il negozio esiste o no.
Senza budget pubblicitario il sito non lo trova nessuno. Punto. Puoi avere le schede prodotto perfette e i prezzi migliori d’Italia: se non arriva nessuno, vendi a tua madre. Per i primi test servono realisticamente almeno alcune centinaia di euro al mese, e sul primo anno è prudente mettere in conto 3.000-5.000 euro per capire cosa funziona.
Non ti prometto ritorni: chi lo fa non è serio. Quei soldi comprano dati, prima ancora che vendite. Ogni campagna ti dice qualcosa: quale prodotto attira, quanto ti costa acquisire un cliente. Quando conosci il costo di acquisizione e il valore di un cliente nel tempo, smetti di sperare e inizi a investire: è il passaggio che separa un hobby da un’impresa.
Voci variabili, che dipendono dal tuo prodotto più che dal sito: imballaggi, contratto con il corriere, eventuale magazzino.
Due note di esperienza, senza cifre perché cambiano troppo da caso a caso. Le tariffe dei corrieri si negoziano sui volumi: all’inizio paghi il listino, quando spedisci tanto rinegozi. E il magazzino, per molti che iniziano, è il garage o una stanza di casa: va benissimo, purché tu sappia già come gestirai i resi. Perché i resi arrivano comunque.
Tiriamo le somme. Quanto costa aprire un ecommerce nel primo anno, in tre fasce:
Guarda bene la prima fascia: la gran parte se ne va in burocrazia e marketing, non nel sito. È il messaggio che vorrei ti restasse. La voce sito si può alleggerire, con il noleggio o con un abbonamento. Burocrazia e traffico no. Chi ribalta queste proporzioni, sito costosissimo e zero budget per farsi conoscere, ha comprato una vetrina bellissima in fondo a un vicolo cieco.
Se stai facendo questi conti sul serio, una notizia: chi chiede il prezzo sta già comprando. La domanda giusta non è più «se», ma «come»: quale strada, quali voci, quale budget. La prossima volta che digiti «aprire un negozio online costi» su Google, ricordati che la risposta seria non è una cifra: è un elenco di voci, e adesso ce l’hai.
Due mosse concrete. Se vuoi un conto fatto sul tuo progetto, con i tuoi prodotti e i tuoi margini, chiedimi un preventivo: te lo costruisco voce per voce, come in questo articolo. Se invece vuoi capire la formula che alleggerisce l’investimento iniziale, guarda il noleggio: da lì partono quasi tutti i progetti che seguo con capitali contenuti.
- Approfondisci: Vuoi partire senza immobilizzare capitale? Scopri la formula di affitto dell’ecommerce a rate: un sito professionale su misura da 118 euro al mese più IVA. Oppure contattami e facciamo i conti sul tuo progetto.
- In breve: Quanto costa aprire un ecommerce nel primo anno? Da 8.000-12.000 euro per una partenza leggera a oltre 35.000 euro per un progetto strutturato. Il sito è la voce più comprimibile, grazie al noleggio da 118 euro al mese; burocrazia e marketing no. Chi guarda solo il prezzo del sito sta guardando la voce sbagliata del conto.